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LE CURE VETERINARIE
Non sempre è semplice capire se il nostro micio non sta bene perché per natura il gatto si lamenta poco ed è straordinario nell'adattarsi naturalmente alle sue menomazioni.
A differenza dei cani che si lamentano quando stanno male, i gatti hanno la tendenza a nascondersi e ad interrompere semplicemente ogni attività per conservare le forze rimaste.
Ma un semplice malessere può diventare un problema grave se non è curato nel modo e nei tempi giusti!
E' quindi molto importante osservare spesso il nostro micio e fare attenzione nel notare eventuali cambiamenti del suo comportamento, del suo modo di giocare, di miagolare, di reagire quando lo accarezziamo.

I sintomi più evidenti per i quali è consigliata una visita dal veterinario possono essere:
  • tosse o starnuti
  • scolo da occhi o naso
  • ipersalivazione, il gatto smette di pulirsi (gengivite e mal di denti)
  • vomito o diarrea ricorrenti
  • respirazione con grandi movimenti del petto (presenza di fluido nel torace)
  • cute e mucose (gengive, congiuntiva, orecchie) giallastre (ittero)
  • masse o escrescenze sulla o sotto la pelle o vicino alle ghiandole mammarie (possibile tumore)
  • scolo vaginale: pus o sangue (segno di metrite o cancro dell'utero)
  • sete eccessiva e orinazione eccessiva insieme (segno di insufficienza renale o epatica o diabete)
  • il gatto si accuccia davanti alla scodella ma non beve
  • il gatto fa pipì e/o cacca fuori dalla lettiera
  • frequenti visite alla lettiera senza che il gatto faccia pipì, o ne faccia poche gocce (cistite)
  • improvvisa aggressività, il gatto comincia a mordere (possibile mal di denti)
  • improvvisa difficoltà nei movimenti, zoppicamenti, posture anomale
  • un gatto anziano comincia a sbattere contro i mobili (perdita della vista a causa di ipertensione)

                                               

Come somministrare le medicine
 
Compresse e pastiglie
Se il gatto è goloso, il problema è risolto: è sufficiente ridurre la pastiglia in polvere e mescolala ad un bocconcino prelibato. In questo caso è prudente controllare che il micio mangi tutto. Se il gatto si rifiuta, dobbiamo fargli inghiottire la pillola con la forza.
Con un gatto docile non è molto difficile: ci inginocchiamo per terra, mettiamo il gatto con la schiena tra le nostre gambe, in modo che non possa indietreggiare, né fuggire, mettiamo il pollice e l'indice della mano sinistra agli angoli della sua bocca, costringendolo ad aprirla, e mettiamo la pastiglia sulla lingua il più in fondo possibile, quindi velocemente gli chiudiamo la bocca massaggiandogli delicatamente la gola in modo da stimolare la deglutizione. Se il gatto si ribella a questo trattamento e spuntano zampe ed artigli in soprannumero, possiamo avvolgerlo strettamente in un asciugamano lasciando fuori solo la testa. Un'alternativa consiste nel mescolare la pastiglia polverizzata a del burro, dell'omogeneizzato, o ad un'altra crema che lui apprezza molto e spalmargliela sulle zampine: il gatto non sopporta di avere il pelo unto e cercando ripulirsi leccherà tutto l'impasto.
Paste
Anche le paste, se non sono appetibili, possono essere somministrate in questo modo.
Sciroppi e gocce
Possono anch'esse, come le pastiglie, essere mescolate al cibo. In alternativa è possibile usare una siringa senza ago: in questo caso non è necessario che l'animale apra la bocca, ma è sufficiente infilare il beccuccio della siringa in un angolo della bocca e lentamente versarvi il contenuto. Se il gatto crea difficoltà, tenerlo come per la somministrazione delle pastiglie.
Attenzione a come gli tenete la testa
Soprattutto se gli teniamo la testa rivolta all'indietro corriamo il rischio che il gatto non riesca a deglutire e il farmaco gli finisca nei polmoni anziché nello stomaco, andandogli "di traverso": il pericolo è che in questo caso si potrebbe sviluppare una grave polmonite, detta "ab ingestis" che può facilmente essere mortale.
Applicazioni locali
 
Pomate
L'abitudine del gatto di pulirsi non appena ha un pelo fuori posto, se ci facilita la somministrazione di paste, ci complica le cose le se dobbiamo applicargli delle pomate o se dobbiamo disinfettarlo.
Per evitare che si lecchi le medicazioni, rischiando inoltre di intossicarsi, appena terminata l'applicazione possiamo distrarlo, per esempio giocando con lui, per tutto il tempo necessario affinché il medicinale sia assorbito.
L'alternativa, decisamente sgradita al nostro amico, è il collare elisabettiano. Questo tipo di collare va messo al gatto anche ogni volta che vogliamo impedirgli di leccarsi una ferita: la sua lingua molto ruvida, infatti, rischia di ritardare la cicatrizzazione e la sua saliva può far infettare la ferita.
Se però la ferita si trova sul ventre, come nella sterilizzazione delle femmine, o sul dorso, un'alternativa meno traumatica consiste nel vestirlo con una camicina. Prendete una vecchia t-shirt e ritagliate un rettangolo della misura adeguata, fate i buchi per le zampe ed eventualmente per la coda, e annodatela o cucitela con una graffettatrice. Il materiale elastico non intralcerà i movimenti del gatto e non gli consentirà di leccarsi.
Colliri e pomate per occhi o gocce per orecchie
Purtroppo questo tipo di terapia va fatta almeno 2 o 3 volte al giorno. La cosa più difficile è tenere il gatto immobile: è molto meglio essere in due.
Mentre una persona tiene il micio per la collottola, oppure per le zampe anteriori stando alle sue spalle, l'altra persona con le dita di una mano apre l'occhio del gatto e con l'altra applica la pomata, o instilla le gocce di collirio. Meglio avvicinare la mano all'occhio da dietro, in modo che il micio non la veda arrivare. Se le gocce vanno messe nelle orecchie, rivoltare prima il padiglione auricolare verso l'esterno, quindi applicare le gocce per poi rivoltare in giù il padiglione, in modo da chiudere l'orecchio e massaggiare delicatamente.
Iniezioni
 
Sottocutanee
Si praticano sotto la pelle e solitamente non sono dolorose. La pelle viene sollevata in modo da formare una piega e, tenendo la siringa parallela al dorso, vi s'infigge l'ago. Sono le iniezioni più facili da eseguire, ma è bene evitarle il più possibile, perché pare possano provocare l'insorgenza di tumori nel punto d'inoculo.
Flebo
Quando un gatto è molto disidratato, o non mangia perché è molto malato, bisogna somministrargli liquidi e sostanze nutritive con le flebo.
L'ago della flebo s'infigge nella pelle come per le iniezioni sottocutanee; il gatto avverte soltanto un po' di fastidio. Sono abbastanza semplici da eseguire e possiamo imparare a farle noi stessi.
Intramuscolari
Rispetto alle iniezioni sottocutanee sono più difficili da praticare e spesso anche più dolorose.
Il rischio che si corre è quello di iniettare il farmaco in un vaso sanguigno rischiando così di provocare gravi danni, perciò è meglio lasciare questo tipo d'iniezione a mani esperte.
Endovenose
Le iniezioni endovenose possono essere fatte solo dal veterinario perché richiedono molta esperienza e precisione.
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                          CUCCIOLI

Fermo restando che, quando possibile, è importantissimo che i gattini non vengano sottratti alla mamma prima dei due mesi, meglio ancora prima dei tre, per favorire la loro socializzazione e il loro equilibrio psicologico, purtroppo capita spesso che si trovino gattini molto piccoli rimasti orfani.

Non è facile riuscire a far sopravvivere un gattino appena nato, anzi, tutt'altro; questo è bene tenerlo a mente, per evitare inutili sensi di colpa qualora il piccolo non dovesse farcela.

In ogni modo riportiamo qui di seguito qualche indicazione utile per portare le prime cure alla piccola creatura, le quali non devono prescindere dalla visita e dal consiglio del veterinario.

Innanzitutto, un gattino molto piccolo, parliamo di neonati, deve essere assolutamente tenuto al caldo, precisamente ad una temperatura di 38,5 gradi, ossia la temperatura corporea dei gatti. Fino a tre settimane di vita i gatti non posseggono la regolazione encefalica della temperatura, quindi, non producendo calore, possono morire anche se coperti da coperte di lana o quant'altro. L'ideale è mettere il cucciolo in una scatola di cartone non tanto larga quanto alta, per evitare che possa involontariamente scappare, sul cui fondo si deve deporre uno strato di carta di giornale e, sopra a questo, un altro strato di fogli di carta da cucina o panni di cotone. No alla lana perché irrita la cute del cucciolino. Per mantenere la temperatura, l'ideale è un cuscino termico posto fra il giornale e i panni di cotone o carta e mantenuto alla temperatura minima, onde evitare di ustionare il piccolo. Poiché non è un oggetto sempre immediatamente disponibile, si può ovviare con una boule dell'acqua calda o una bottiglia da litro e mezzo di plastica infilate in un calzettone, ricordandosi di sostituire l'acqua ormai raffreddata ad ogni poppata.

Il cuscino termico, così come la boule non devono occupare tutto il fondo della scatola, perché è importante lasciare al gattino la possibilità di allontanarsi un pochino dalla fonte di calore qualora questo fosse eccessivo. Un pelouche e/o una sveglia con ticchettio, collocata in modo che il piccolo non ci sbatta contro e si faccia male, possono aiutarlo a sentirsi meno solo.

In merito all'alimentazione, per la prima settimana di vita il cucciolo va alimentato ogni due ore, giorno e notte, per una quantità di latte che va dai 2,5 ai 5 ml. Per le dosi in età successiva basta una telefonata al veterinario che potrà consigliare efficacemente.

E' bene allattare il piccolino con un biberon per gattini o una siringa, chiaramente senza ago e in questo secondo caso è fondamentale non premere troppo energicamente lo stantuffo, perché si corre il rischio di soffocare il gattino sparandogli in gola un quantitativo di latte eccessivo. Il latte deve uscire dalla siringa ad una goccia per volta. Mentre lo si allatta il piccolo deve essere tenuto in posizione prona (a pancia in giù): non è un bambino, quindi deve mantenere la stessa posizione che assumerebbe prendendo il latte dalla madre.
Il latte per gattini è reperibile nelle farmacie o nei pet shop, tuttavia, in caso di emergenza, riportiamo una semplice ricetta (fonte www.micimiao.it) per preparare un ottimo pasto per un micino affamato che deve recuperare le forze: 200 ml di latte vaccino intero o di capra; 1 o 2 cucchiaini di panna da cucina; un tuorlo d'uovo, che va separato delicatamente dall'albume e aspirato con una siringa, questa volta con ago, facendo attenzione a non aspirare la pellicina che lo ricopre; un cucchiaio da minestra di Meritene gusto vaniglia, una polvere ad alto contenuto energetico reperibile in farmacia, in questo caso utile, ma non indispensabile. Si sbatte insieme il tutto, in una bottiglia o un biberon per bambini, e si ripone in frigo per tre, massimo quattro giorni, scaldando di volta in volta solo la quantità utile.

Generalmente, come avviene per i bambini, dopo il pasto il micino deve liberare l'intestino. Se le feci sono molle e gialline può essere necessario dimezzare la quantità di uovo e panna, per preparare un pasto un po' meno energetico. Per aiutarlo occorre stimolarlo riproducendo i gesti della madre, che lecca il pancino dei suoi piccoli, specie in zona perianale, per stimolare l'evacuazione. Si può inumidire un batuffolo di cotone, strizzato, con acqua tiepida e massaggiare il pancino con movimenti circolari.

Per favorire il suo benessere fisico e sociale, è importante coccolare molto il gattino. L'odore delle mani che lo allattano e lo accarezzano molto spesso sarà per lui fonte di rassicurazione. Tutto quanto detto finora va comunque fatto mantenendo i contatti con il veterinario al quale rivolgersi per ogni anomalia riscontrata, ad esempio se il piccolo fosse poco reattivo o vitale. Se l'umano che si è assunto il compito di fare da madre al piccolo sopravvive ad una settimana/dieci giorni di allattamento intensivo, potrà avere la gioia di un rapporto unico e irripetibile, in quanto, come detto inizialmente, mantenere in vita un micio neonato è molto difficile, ma non impossibile.


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