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LEGGE IN FAVORE DEI RANDAGI

  24-01-2008

ANIMALI, LEGGE FINANZIARIA ACCOGLIE ISTANZE LAV IN FAVORE DEI RANDAGI: FINALMENTE GARANTITO ACCESSO NEI CANILI A VOLONTARI DI ASSOCIAZIONI ANIMALISTE E ZOOFILE E CONVENZIONI PER GESTIONE STRUTTURE. MODIFICATA L.281/91 IN MATERIA DI RISORSE PER PIANI DI CONTROLLO DELLE NASCITE.
LAV: MAI PIU’ CANILI INACCESSIBILI, MAGGIORE TRASPARENZA E PREVENZIONE. I COMUNI ASSOLVANO TALI OBBLIGHI.

La Legge Finanziaria 2008 ha accolto alcune importanti istanze in favore dei cani e gatti randagi o ospiti di canili e rifugi: come richiesto dalla LAV in una petizione popolare presentata alla Camera dei Deputati e che ha raccolto 300mila firme, con la quale si chiede una legge d’integrazione della legge quadro 281/91 per la tutela degli animali d’affezione e la prevenzione del randagismo, la Legge Finanziaria 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244) Art. 2, comma 371, ha finalmente istituito l’obbligo per i Comuni singoli o associati e per le Comunità montane di gestire canili e gattili sanitari direttamente o tramite convenzioni con le associazioni animaliste e zoofile. Tale legge prevede anche la possibilità che la gestione di tali strutture sia affidata a soggetti privati, a condizione però che nel canile o gattile sia garantita la presenza di volontari delle associazioni animaliste e zoofile preposti alla gestione delle adozioni e degli affidamenti di cani e gatti.

“Finalmente anche quei canili, rifugi e ricoveri che per anni sono stati inaccessibili ai volontari dovranno aprire i cancelli e permettere alle associazioni di animaliste e zoofile di partecipare alla vita della struttura, nell’interesse degli animali - dichiara Elisa D’Alessio, responsabile LAV settore Cani e Gatti - Questa decisione determinerà un miglioramento delle condizioni di vita di tantissimi animali ospitati in queste strutture, molte delle quali finora sono state inaccessibili. La presenza delle associazioni è importante per il benessere psicofisico degli animali e permette loro di coltivare o recuperare il rapporto affettivo e relazionale con gli umani rendendo l’animale preparato in modo migliore all’adozione, con conseguente risparmio economico da parte dei Comuni. Inoltre, la presenza dei volontari rappresenta la migliore garanzia di una gestione trasparente degli animali e della struttura, garanzia che ogni Comune deve offrire ai cittadini e alle associazioni che si occupano di tutela degli animali, ai cittadini perché nelle strutture di accoglienza per animali si investono soldi pubblici, alle associazioni perché, quali portatrici di interessi collettivi, non deve mai essere negata loro la possibilità di tutelarli.”

Inoltre, la Legge Finanziaria 2008, Art. 2, comma 370 (Legge 24 dicembre 2007, n.244) - che ha modificato l’articolo 1 comma 829 della precedente Legge Finanziaria - ha così sostituito l'articolo 4 della Legge quadro sulla “protezione degli animali d’affezione e prevenzione del randagismo” (Legge n.281/91):"I comuni, singoli o associati, e le comunità montane provvedono prioritariamente ad attuare piani di controllo delle nascite attraverso la sterilizzazione. A tali piani è destinata una quota non inferiore al 60 per cento delle risorse di cui all'articolo 3, comma 6. I comuni provvedono, altresì, al risanamento dei canili comunali esistenti e costruiscono rifugi per i cani, nel rispetto dei criteri stabiliti con legge regionale e avvalendosi delle risorse di cui all'articolo 3, comma 6". Tali Piani si devono aggiungere a quelli analoghi predisposti da ogni Servizio veterinario Asl di cui all’articolo 2 comma 1 della Legge n.281/91, ciascuno dei quali finanziato con proprie risorse.

“Con tale modifica si vuole sollecitare i Comuni a garantire l’afflusso di risorse alla prevenzione del randagismo attraverso piani di controllo delle nascite - precisa Ilaria Innocenti, corresponsabile LAV settore Cani e Gatti - L’auspicio è che Comuni e Comunità montane possano anche occuparsi, con maggiore attenzione, del risanamento dei canili esistenti, troppo spesso fatiscenti e inadeguati ad ospitare centinaia di animali, e della costruzione dei rifugi. Naturalmente anche i singoli cittadini possono fare molto per questi animali, scegliendo di adottarli anziché acquistarli, come troppo spesso si fa favorendo un discutibile commercio di esseri viventi”.

Per favorire la tempestiva applicazione di queste norme, la LAV, attraverso le sue 90 Sedi dislocate su tutta la Penisola, ha scritto una lettera di sollecito a numerosi Comuni chiedendogli di assolvere a tali obblighi, e al Presidente dell’ANCI, Leonardo Domenici, affinché a sua volta possa sollecitare i Comuni su questa materia, dagli importanti risvolti etici ed economici.

Secondo stime messe a disposizione dal Ministero della Salute sulla base dei dati forniti dalle Regioni, riferite al 2006 e in alcuni casi al 2005 (le precedenti stime risalivano al 2002), i randagi ospitati nei canili italiani sarebbero complessivamente 229.444, di cui 81.253 nei canili della Campania, 61.671 nei canili della Puglia, 11.263 nei canili del Lazio, 10.377 nei canili calabresi, 9.563 in quelli siciliani. 501 i canili sanitari, 428 i canili rifugio presenti in Italia. Ma secondo la LAV tali dati sottostimano la popolazione e i cani nei canili sarebbero almeno 550 mila.

23 gennaio 2008
Ufficio stampa LAV 06 4461325 www.lav.it
 

Il cane va iscritto all'Anagrafe canina? 

A norma della legge nazionale 281/91 per la prevenzione del randagismo, è prevista l'iscrizione all'Anagrafe Canina (istituite presso il Servizio veterinario delle Asl) entro tre mesi dalla nascita dell'animale o dall'inizio della detenzione dello stesso.
Nel libretto anagrafico verranno segnati i dati anagrafici del cane e del suo proprietario, ed un codice assegnato, tramite i quali si potrà facilmente risalire al proprietario in caso di smarrimento.
Il codice di riconoscimento dovrà essere impresso sull'animale, tramite tatuaggio indolore, tra il quarto e l'ottavo mese di vita o entro tre mesi dall'inizio della detenzione del cane.
Chiunque ometta di iscrivere il proprio cane all'Anagrafe canina è punito con una sanzione amministrativa compresa tra le 150 e le 600 mila lire (a seconda delle diverse disposizioni regionali); la stessa sanzione si applica a chi omette di sottoporre il cane a tatuaggio.
 

 

Gatti liberi sul territorio

 

I gatti liberi sul territorio sono protetti ai sensi della L n.281/91 ed ai sensi della L.R. n.27/00; è fatto divieto a chiunque maltrattarli o allontanarli dal loro habitat.
I volontari che si occupano dei gatti liberi possono provvedere al loro censimento come colonia felina presso l'Unità Operativa Tutela e Diritti degli Animali, attraverso la compilazione di un apposito modulo; al momento del censimento della colonia il volontario referente può compilare anche il modulo di richiesta di sterilizzazione dei gatti liberi appartenenti a colonie regolarmente censite. Il servizio di sterilizzazione è effettuato dal Servizio Veterinario dell'ASL

L'ufficio interviene se sussistono situazioni di grave pericolo per gli animali (ad es. apertura di cantieri, demolizioni di fabbricati) .
I gatti liberi possono essere soppressi solo se gravemente malati o incurabili, esclusivamente in modo eutanasico e ad opera di medici veterinari.

I volontari delle colonie devono mantenere condizioni igieniche idonee a non arrecare disturbo ai cittadini. Devono quindi provvedere alla pulizia dei luoghi in cui si trovino residui alimentari ed organici relativi alla colonia di gatti.
 

Quando è considerata lecita la soppressione di un cane? 

Ai sensi dell’articolo 2 comma 6 della legge quadro 281/91“in materia di animali d’affezione e prevenzione del randagismo”, la soppressione di cani può avvenire solamente se questi siano “gravemente malati, incurabili o di comprovata pericolosità”.
Una delle novità più importanti della legge nazionale sul randagismo consiste, infatti, nel divieto di soppressione dei cani vaganti catturati, che possono essere soppressi, solamente per pericolosità o malattia, in modo esclusivamente eutanasico.
 

Che cos'è il cane di quartiere? 

L'istituzione del cane di quartiere, avutasi con l'attuazione della legge nazionale sul randagismo o con l'istituzione da parte del sindaco, costituisce una forma di adozione dei randagi da parte degli abitanti di una determinata zona, i quali devono provvedere alla cura dell'animale.
Il cane deve essere innanzitutto condotto al canile sanitario per l'identificazione ed il tatuaggio, i trattamenti sanitari e la sterilizzazione: subito dopo può essere reinserito nel quartiere di provenienza ed affidato alle cure di un tutore.
 


 

ANIMALI IN CONDOMINIO

Regolamento condominiale può sancire il divieto di tenere animali nell'appartamento?  

 

 

Il divieto di tenere negli appartamenti animali domestici non può essere stabilito legittimamente dal Regolamento condominiale, sia a norma dall'art.1138 del codice civile, secondo il quale le norme del regolamento non possono in alcun modo menomare i diritti di proprietà e di godimento spettanti a ciascuno dei condomini nell'ambito della proprietà esclusiva, sia per evitare che vi sia contrasto con la legge nazionale sul randagismo 281/91, la quale, invece, sancisce la tutela gli animali d'affezione e sanziona l'abbandono.
L'unico divieto ammissibile in questo senso può essere contenuto solamente nel contratto d'affitto stipulato tra il proprietario ed il locatore.
 

Vi sono delle condizioni da rispettare per detenere animali domestici in un appartamento?  

Le regole da seguire nella detenzione di un animale domestico in condominio riguardano soprattutto i problemi igienico-sanitari che possono essere facilmente risolti con un adeguata pulizia e cura dell'animale, nonché il disturbo della quiete pubblica, per il quale i vicini possono essere legittimati ad agire in giudizio, nel caso in cui l'abbaiare del cane arrechi gravi disturbi a norma dell'art. 844 c.c..
Per quanto riguarda, inoltre, il diritto di uso dell'ascensore o delle scale del condominio, considerate "parti comuni del condominio" (art.1117 del codice civile), questo non può essere menomato dal regolamento.
Sono sanzionabili, pero', quelle condotte che provocano il deterioramento, la distruzione, o che deturpano o imbrattano cose mobili o immobili altrui (art.635 c.p. "danneggiamento", art. 639 c.p. "deturpamento o imbrattamento di cose altrui").
 

Come difendersi dalla minaccia di avvelenamento di un animale domestico?  

In caso di minaccia di avvelenamento di un cane, è possibile presentare una denuncia-querela nei confronti dei responsabili, alla Polizia Municipale, alla Polizia di Stato, ai Carabinieri o al Corpo Forestale dello Stato.
Questa, infatti, configura i reati di cui all’articolo 638 e 544-bis c.p., cioè uccisione di animali, e quelli previsti dal Testo Unico delle Leggi Sanitarie, che punisce la distribuzione di sostanze velenose.
 


 

Ci sono delle regole precise sulla detenzione di un cane in catene? 

La catena deve consistere in un anello scorrevole, su un filo metallico lungo almeno 6 mt e teso tra due punti fissi: in questo modo si eviterà che la catena si attorcigli attorno ad un palo, compromettendo i liberi movimenti del cane.
La catena deve essere lunga tanto da permettere al cane di sdraiarsi a terra e deve essere dotata di moschettoni rotanti alle due estremità, per evitare lo strangolamento.
Infine, il collare del cane deve essere morbido e deve essere legato alla catena solo eccezionalmente, permettendogli comunque la possibilità di almeno due corse giornaliere.
 

E' reato abbandonare un cane? 

L'articolo 727 del codice penale punisce chi "abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività, con l'arresto fino ad un anno o con l'ammenda da 1.000 a 10.000 euro.” E' quindi possibile sporgere denuncia presso un qualsiasi organo di Polizia Giudiziaria. Il ritrovamento di un cane vagante deve essere denunciato ad uno dei suddetti organi o al Servizio Veterinario della Asl, ai sensi della legge nazionale 281/91 sulla tutela degli animali d'affezione e la prevenzione del randagismo (la consegna al canile senza denuncia comporta l'acquisizione della qualifica di proprietario e il pagamento delle spese sanitarie e di mantenimento).
Successivamente, il cane è consegnato al Sindaco del luogo in cui è stato ritrovato, e tramite il canile (pubblico o privato), potrà essere predisposto un affidamento temporaneo.
 

E' possibile fare accattonaggio con animali? 

Contro il fenomeno dell'accattonaggio con gli animali è possibile, innanzitutto, far riferimento alle ordinanze comunali che, sempre più spesso, si stanno schierando per vietare tale pratica.
E' inoltre possibile invocare l'articolo 544-ter del codice penale, che può essere applicato nel caso in cui l'animale sia sottoposto ad eccessive fatiche (spesso, per esempio, si è fatto uso di cagne debilitate per gravidanze ripetute, di cucciolate appena nate o di animali in cattivo stato di salute.). invece, nel caso in cui l’animale sia detenuto in condizioni incompatibili con la sua natura, è possibile applicare l’art. 727 c.p.
In questi casi si può intervenire presso il Servizio Veterinario della Asl e tramite esposto alla Polizia Municipale competente per territorio.
Le sanzioni amministrative comminate vanno da un minimo di 50mila lire fino ad un milione, ed è, inoltre, possibile ottenere il sequestro o la confisca degli animali utilizzati.
 

Chi è responsabile per i danni provocati da un animale? 

L'art. 2052 del codice civile pone a carico del proprietario o del detentore dell'animale una presunzione di responsabilità: questi, dunque, sono sempre responsabili per i danni cagionati dall'animale anche in casi di smarrimento o fuga, salvo che si provi il caso fortuito.
 

Cosa fare in caso di continuo abbaiare del cane? 

Il continuo abbaiare di un cane, che innanzitutto può essere un segno di disagio per l'animale e dovrebbe essere prontamente affrontato e risolto dal custode, deve basarsi comunque sulla segnalazione di più persone e monitorato dal Servizio veterinario della Asl, il quale dovrà accertare che questo sia una abbaiare continuo e non periodico.
Alla fattispecie si applica l'art. 844 del codice civile (immissioni moleste), secondo il quale la parte che le subisce può chiedere al giudice la cessazione ed il risarcimento del danno. E’ ipotizzabile anche l’applicazione dell’art. 659 c.p.. disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone. Verrà poi stabilito caso per caso dal giudice se tali immissioni - tra queste si annovera anche il cattivo odore del cane - superino la soglia della normale tollerabilità. 

Le associazioni per la protezione degli animali

Questo è un elenco di alcune delle più importanti associazioni ed enti che si dedicano alla protezione dei diritti degli animali e della natura. Se vuoi denunciare un sorpruso verso un animale, se hai bisogno di aiuto, o semplicemente vuoi maggiori informazioni sull'argomento hai la possibilità di trovare utili notizie ed argomenti interessanti.
 


WWF ItaliaLa sezione italiana del WWF
ENPAEnte Nazionale Protezione Animali
LIDALega Italiana dei Diritti dell'Animale
LAVLega Anti Vivisezione
Lega Pro AnimaleDedicata a combattere il randagismo
ANCFAnimal & Nature Conservation Fund
G3AGruppo Amici Animali Abbandonati
AmiciPer la difesa dei diritti animali
Lega Nazionale per la Difesa del Cane

  
 

 

Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia Y– 6 – 1º Suppl. Ordinario al n. 30 - 25 luglio 2006

[BUR2004022] [3.2.0]

Legge regionale 20 luglio 2006 - n. 16

Lotta al randagismo e tutela degli animali di affezione

IL CONSIGLIO REGIONALE

ha approvato

IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE

promulga

la seguente legge regionale:

Art. 1

(Finalita` )

1. La Regione, in attuazione di quanto disposto dalla legge 14

agosto 1991, n. 281 (Legge quadro in materia di animali di affezione

e prevenzione del randagismo) e successive modificazioni,

anche al fine di favorire la corretta convivenza tra uomo e animale

e di tutelare la salute, il benessere e l’ambiente, promuove la

prevenzione del randagismo, la protezione e la tutela degli animali

di affezione e ne sancisce il diritto alla dignita` di esseri

viventi ed il rispetto delle loro esigenze fisiologiche ed etologiche,

condannando ogni tipo di maltrattamento, compreso l’abbandono.

Art. 2

(Oggetto)

1. Ai fini della presente legge per animali di affezione s’intendono

quelli che stabilmente od occasionalmente convivono con

l’uomo, mantenuti per compagnia e che possono svolgere attivita`

utili all’uomo.

2. Le disposizioni della presente legge si applicano, inoltre,

agli animali appartenenti alle specie considerate d’affezione che

vivono in liberta` , tanto in contesti urbani che extraurbani, restando

comunque esclusi gli animali selvatici ed esotici di cui

alla legge 19 dicembre 1975, n. 874 (Ratifica ed esecuzione della

convenzione sul commercio internazionale delle specie animali

e vegetali in via di estinzione, firmata a Washington il 3 marzo

1973).

Art. 3

(Tutela dei modi di vita degli animali di affezione)

1. I proprietari, i possessori e i detentori a qualsiasi titolo di

animali di affezione sono tenuti ad assicurare ad essi condizioni

di vita adeguate sotto il profilo dell’alimentazione, dell’igiene,

della cura della salute e del benessere e della sanita` dei luoghi di

ricovero e contenimento e degli spazi di movimento, secondo le

caratteristiche di specie e di razza, nel rispetto dei bisogni fisiologici

ed etologici dell’animale stesso.

2. In particolare, e` vietato ai soggetti di cui al comma 1 abbandonare

gli animali, infliggere ad essi maltrattamenti, alimentarli

in modo improprio o insufficiente, detenerli in condizioni igienico-

sanitarie non adeguate o comunque in strutture o spazi non

idonei in base alle attuali conoscenze scientifiche e secondo

quanto previsto dalla normativa vigente.

3. E`

vietato ai soggetti di cui al comma 1 esercitare la pratica

dell’accattonaggio esibendo animali di eta` inferiore ai quattro

mesi, animali comunque in stato di incuria, di denutrizione, in

precarie condizioni di salute, detenuti in evidenti condizioni di

maltrattamento, impossibilitati alla deambulazione o comunque

sofferenti per le condizioni ambientali in cui vengono tenuti o in

condizioni tali da suscitare l’altrui pieta` .

4. E`

vietato usare animali come premio o regalo per giochi,

feste e sagre, lotterie, sottoscrizioni o altre attivita` .

5. E`

vietato, altresı`, destinare al commercio o esporre cani o

gatti di eta` inferiore ai sessanta giorni.

6. Sono vietati spettacoli, feste, gare, manifestazioni, giochi,

lotterie, sottoscrizioni a premi ed esposizioni pubbliche e private

che comportino per gli animali maltrattamenti, costrizione o detenzione

inadeguata in strutture anguste. In ogni caso e` vietato

organizzare, promuovere o assistere a combattimenti fra animali.

7. E`

fatto obbligo a chi detiene animali di affezione in numero

o in condizioni tali da poter costituire pericolo per la salute umana

e per il benessere animale definito al comma 1, adottare misure

volte a garantire le condizioni igienico ambientali di cui alla

presente legge ed al regolamento di attuazione.

8. L’addestramento deve essere impartito esclusivamente con

metodi non violenti e non puo` imporre all’animale comportamenti

contrari alla sua attitudine naturale.

9. Il trasporto e la custodia degli animali di affezione, da

chiunque e per qualunque motivo siano effettuati, devono avvenire

in modo adeguato alla specie, compatibilmente con i divieti

e le prescrizioni dei regolamenti vigenti in materia. I mezzi di

trasporto e gli imballaggi devono essere tali da proteggere gli

animali da intemperie e da evitare lesioni, consentendo altresı`

l’ispezione, l’abbeveramento, il nutrimento e la cura degli stessi;

la ventilazione e la cubatura devono essere adeguate alle condizioni

di trasporto ed alla specie animale trasportata e comunque

rispondenti a quanto previsto dalla vigente normativa statale e comunitaria.

10. Le norme tecniche di applicazione del presente articolo

sono definite dalla Giunta regionale entro novanta giorni dall’entrata

in vigore della presente legge.

Art. 4 (Competenze della Regione)

1. La Regione:

a) istituisce l’anagrafe canina regionale di cui all’articolo 7;

b) individua, sentiti i comuni, le modalita` di organizzazione,

funzionamento e gestione dell’anagrafe canina di cui alla

lettera a) e provvede all’allestimento di un sistema informatico

del dipartimento di prevenzione veterinario dell’Azienda

sanitaria locale (ASL);

c) definisce i criteri per il risanamento dei canili comunali

e per la costruzione di nuovi rifugi per animali, ai sensi

dell’articolo 3, comma 2, della legge 281/1991;

d) redige il piano regionale di cui all’articolo 16, comma 1, in

collaborazione con la Consulta regionale di cui all’articolo

16, comma 6;

e) promuove un protocollo d’intesa con le aziende farmaceutiche,

per la concessione alle strutture di ricovero pubbliche

e private senza fini di lucro di agevolazioni sull’acquisto

di medicinali destinati alle cure degli animali ospitati,

fatte salve le norme di legge riguardanti la prescrizione, la

detenzione e l’utilizzo del farmaco veterinario;

f) costituisce la Consulta regionale di cui all’articolo 16, comma

6.

2. Con regolamento d’attuazione, da emanarsi entro novanta

giorni dall’entrata in vigore della presente legge, si stabiliscono:

a) i requisiti strutturali e le modalita` di gestione delle strutture

di ricovero sanitario degli animali di affezione e dei rifugi

per animali;

b) i requisiti strutturali e le modalita` di gestione delle strutture

private deputate al ricovero, al pensionamento, all’allevamento

o al commercio degli animali d’affezione;

c) le procedure per il rilascio dell’autorizzazione al funzionamento,

da parte del sindaco, delle strutture di cui alle lettere

a) e b);

d) le procedure per l’affidamento e la cessione degli animali

ricoverati presso le strutture di cui alla lettera a);

e) l’obbligo a chiunque gestisce strutture pubbliche o private

per il ricovero di animali, anche per periodi di tempo limitato,

oppure esercita l’attivita` di commercio o di allevamento,

di tenere apposito registro vidimato dal dipartimento

di prevenzione veterinario dell’ASL di appartenenza

della struttura, che permetta di identificare l’animale, nonche

´ di risalire alla sua provenienza ed alla sua eventuale

destinazione finale.

3. La Regione provvede agli indennizzi di cui all’articolo 18,

Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia Y– 7 – 1º Suppl. Ordinario al n. 30 - 25 luglio 2006

comma 1, per le perdite di capi di bestiame causate da cani randagi

o inselvatichiti ed accertate dall’ASL competente per territorio.

Art. 5

(Competenze delle ASL)

1. Le funzioni e le attivita` sanitarie necessarie a garantire sul

territorio regionale gli interventi previsti dalla presente legge

sono attribuite, secondo competenza, in ogni ASL, al dipartimento

di prevenzione veterinario con specifica responsabilita` , se del

caso con idonea articolazione diretta da un veterinario dirigente.

2. Ogni direttore generale di ASL adegua alle disposizioni della

presente legge, ove necessario, entro un anno dall’approvazione

della stessa, il proprio piano di organizzazione e funzionamento

aziendale secondo le procedure previste dalla legge regionale

11 luglio 1997, n. 31 (Norme per il riordino del servizio sanitario

regionale e sua integrazione con le attivita` dei servizi sociali).

3. Alla competente struttura di cui al comma 1 spettano:

a) la gestione dell’anagrafe del cane;

b) l’organizzazione, d’intesa con i comuni, dell’attivita` di accalappiamento

dei cani vaganti, nonche´ di raccolta dei gatti

che vivono in liberta` ai fini della loro sterilizzazione, limitatamente

a quanto indicato dall’articolo 9, commi 4, 5

e 6;

c) il censimento, d’intesa con i comuni, delle zone in cui esistono

colonie feline;

d) la stipula, d’intesa con i comuni, di accordi di collaborazione

con i privati e le associazioni per la gestione delle colonie

feline;

e) gli interventi di controllo demografico della popolazione

canina e felina di cui all’articolo 17;

f) la soppressione, esclusivamente con metodi eutanasici, dei

cani catturati e dei gatti raccolti, qualora ricorrano le condizioni

di cui all’articolo 11, comma 1;

g) il servizio di ricovero sanitario per l’esecuzione degli interventi

di profilassi, diagnosi e terapia sugli animali di affezione,

limitatamente ai cani ricoverati ed ai gatti che vivono

in stato di liberta` , per il tempo previsto dalla legislazione

sanitaria vigente ai fini della profilassi antirabbica e per

la degenza sanitaria;

h) l’attivita` di vigilanza e di prevenzione e accertamento, effettuata

dal personale incaricato, delle infrazioni previste

dalla presente legge, ferma restando l’analoga competenza

attribuita ad altri soggetti.

4. Al direttore generale dell’ASL competono:

a) la titolarita` dei poteri sanzionatori relativi alle infrazioni

amministrative previste dalla presente legge;

b) l’emanazione del provvedimento propedeutico all’erogazione

dell’indennizzo regionale di cui all’articolo 18;

c) l’approvazione, su proposta della competente struttura di

cui al comma 1, dei progetti attuativi degli interventi affidati

all’ASL dal piano regionale di cui all’articolo 16, comma

1.

5. La Giunta regionale, entro novanta giorni dalla data di entrata

in vigore della presente legge, definisce, in coerenza alle

norme nazionali, i requisiti e le modalita` di gestione della struttura

di cui al comma 1.

Art. 6

(Competenze degli enti locali)

1. Ai comuni, singoli od associati, ed alle comunita` montane,

ferma restando la propria autonomia, competono:

a) la predisposizione, nell’ambito del territorio provinciale o

 

di provincia contigua, se piu` vicino, delle strutture di


 


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